Mai + Sole, una rete contro il silenzio: a Neive l’incontro con le amministrazioni

Luglio 6, 2025
Tamara

Neive, 2 luglio 2025 – Azienda Agricola Cecilia Monte.

Una sera di inizio luglio, tra i vigneti di Neive, si parla di qualcosa che sembra lontano da tanta
bellezza: la violenza contro le donne. Ma è proprio nei luoghi di vita, nelle comunità quotidiane,
che serve portare consapevolezza. A farlo, ancora una volta, è l’associazione Mai + Sole, nata nel
2007 da un gruppo di donne che, di fronte alla domanda “Dove vanno le vittime di violenza
dimesse dall’ospedale?”, non ha trovato risposta. Da allora, ha costruito una rete solida: ascolto,
accoglienza, case rifugio a indirizzo segreto, consulenze psicologiche e legali, collaborazione con
Asl, forze dell’ordine, enti locali. Sempre mettendoci il cuore, come ripete spesso la presidente
Adonella Fiorito.
La tavola rotonda “Uscire dal silenzio è possibile”, organizzata insieme all’azienda agricola Cecilia
Monte, ha raccolto un pubblico ampio e attento: molti amministratori locali, con una fortissima
presenza femminile. Hanno portato i saluti istituzionali Marco Perosino, sindaco di Priocca e
senatore della Repubblica, il primo cittadino di Neive Paolo Piccinelli e il consigliere regionale
Daniele Sobrero. Al centro dell’incontro, le voci di chi ogni giorno si confronta con la violenza di
genere.
Mariella Faraco, ispettrice superiore della Polizia di Stato, da oltre vent’anni si occupa di donne
maltrattate, con competenza e umanità. Ha ripercorso le principali tappe normative che hanno
trasformato l’intervento dello Stato: nell 2005, la creazione della Rete antiviolenza sul territorio;
nel 2009, l’introduzione del reato di atti persecutori (stalking); nel 2013, il cosiddetto “decreto sul
femminicidio”, che ha reso più severe le misure cautelari e ha incentivato il coordinamento tra le
forze dell’ordine e i centri antiviolenza; nel 2019, la legge “Codice Rosso”, che impone tempi più
rapidi per l’avvio delle indagini e il rafforzamento della tutela per le vittime; fino alla recente legge
Roccella, che ha introdotto nuove misure di prevenzione e inasprito le pene per chi viola gli ordini
di protezione. Faraco ha anche citato la sentenza Talpis del 2017, con cui l’Italia è stata
condannata dalla Corte Europea per non aver protetto una donna che aveva denunciato più volte
il marito violento. “È da lì che è nata una maggiore attenzione alla prevenzione. Oggi, anche gli
autori di violenza vengono presi in carico in percorsi di rieducazione, come accade a Cuneo con la
cooperativa sociale Fiordaliso”.
Il capitano Giuseppe Santoro, comandante dei Carabinieri di Alba, ha riportato numeri locali: “Da
settembre 2023 abbiamo gestito più di cento casi rientranti nel Codice Rosso, con una diminuzione
delle misure cautelari, nell’ultimo periodo. Ma stanno aumentando gli ammonimenti questorili,
strumento prezioso che consente di agire in fase preventiva. Le nostre caserme sono sempre
pronte ad accogliere le donne che vogliono denunciare episodi simili: le invitiamo a non esitare, il
fattore tempo in questi casi è fondamentale”. Arrivato ad Alba dopo aver operato nella compagnia
di Rho – dove ha seguito il caso del femminicidio di Giulia Tramontano – Santoro lavora sui casi di
violenza di genere con gli 11 comandanti di Stazione del territorio, e in particolare con il
maresciallo capo Giulia Viale della Stazione di Diano d’Alba e il luogotenente Claudio Grosso della

Compagnia albese, presenti all’incontro. Il maresciallo Viale che ha portato l’attenzione sul ruolo
fondamentale di rete e conoscenza delle comunità degli amministratori nei piccoli Comuni:
“Spesso veniamo chiamati per mediare conflitti di coppia, situazioni che sembrano banali, ma che,
in presenza di minori, diventano ad alto rischio e vanno monitorate”.
A completare il quadro, l’intervento dell’avvocato Silvia Calzolaro, che con altre legali come Elisa
Anselmo e Cristina Marcarino garantisce il patrocinio gratuito alle vittime: “Il percorso della
denuncia richiede chiarezza, informazioni e coraggio. Il nostro compito è esserci, senza giudicare,
con professionalità e umanità”.
“Ogni volta imparo qualcosa, ogni volta dico che sarà l’ultima, e poi ci ricasco”, ha detto con
emozione Adonella Fiorito, ringraziando relatori, amministratori e i collaboratori della giornata tra
cui chi ha allestito un momento conviviale con i vini della Tenuta, Bra duro del Caseificio Sepertino,
grissini del Forno Bosio Mina di Alba. Ma l’ingrediente più importante resta quello che Mai + Sole
mette da sempre: la fiducia che, insieme, uscire dal silenzio sia davvero possibile.

Daniela Scavino, La Stampa – daniela.scavino@gmail.com


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